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#3909 Sentenze> Mastrangelo sulla scia del ?Cola? Stampa
venerdì 03 ottobre 2008

Foto SkylineIn attesa degli sviluppi legali del “Muro de Roma” Luca Colaberardino vince la propria battaglia.

Un Campione fermo al palo, l’estate lo ha lasciato senza squadra e con un procedimento in corso il cui esito potrebbe segnare il proprio futuro; Gigi Mastrangelo è un atleta in attesa, di notizie,soprattutto del Giudice del Lavoro, interlocutore designato a sbrogliare una matassa ingarbugliata.

Ma non è il solo in questa “lotta”, c’è chi ha dovuto attendere quasi due anni per vedersi riconoscere i propri diritti; per Luca Colaberardino il 16 settembre è una data fatidica, quella che ha messo la parola fine ad una vicenda che lo ha tenuto fuori dai campi di gioco per un periodo sin troppo lungo. I fatti: l’11 dicembre 2006 il Cola veniva allontanato dall’Anagni, squadra di appartenenza all’epoca, per presunte inadempienze contrattuali e da allora ogni tentativo di soluzione bonaria è risultato vano, con ricorso al Giudice del Lavoro. Visto il parallelismo di attualità inevitabile non raccogliere le sensazioni di chi ha vissuto una simile esperienza. “Inutile sottolineare che sono assolutamente soddisfatto dell’esito di questa mia battaglia, soddisfazione anche per essere in qualche modo il precursore di certe lotte sui diritti degli atleti.” Il Cola ci tiene in modo particolare a sottolineare quanto sancito dalla Magistratura del Lavoro “Si ci tengo anche per informare tutti coloro che potrebbero trovarsi nella mia situazione. Il Giudice ha sancito dei principi importantissimi: in primo luogo che lo status di noi atleti sotto contratto è quello di lavoratore autonomo, e che l’interruzione del rapporto deve sottostare a precisi vincoli legali e giurisprudenziali. In secondo luogo che è estremamente autolesionistico trattenere il cartellino di un atleta contro le pattuizioni contrattuali. Infatti il Giudice ha riconosciuto, dal punto di vista economico, il mio diritto a percepire quanto contrattualizzato sia nella stagione in cui sono stato arbitrariamente allontanato, sia per quella successiva nella quale sono dovuto stare forzatamente fermo. “ Cosa è rimasto di questa vicenda: “All’inizio molta delusione per i comportamenti e per le inevitabili chiacchiere che mi hanno coinvolto. Adesso soddisfazione per una vittoria e per il riconoscimento di principi che ritenevo sacrosanti. Certo, ad essere sincero, mi sarei aspettato una azione molto più forte da parte della Federazione che, seguendo il principio della tutela dei propri tesserati, avrebbe potuto risolvere tutto in tempi più rapidi e soddisfacenti. Ma questo è.” E adesso? “Vediamo, quello che spero fortemente e di non dover procedere con altre azioni per toccar con mano quanto un Giudice ha sancito sulla carta.Voglio ringraziare due persone che, in modi diversi, hanno reso possbile questa vittoria: il mio avvocato, che mi ha seguito con grande competenza e scrupolosità e chi mi era molto vicino in quel momento difficile." Hai intenzione di tornare a giocare? "Ora mi sento un giocatore di beach volley, certo se capitasse l'occasione giusta..."

 
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