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#16145 CM> Bilancio di fine anno in rosso per il Volley Prato. Stampa
mercoledì 29 dicembre 2010

US Volley Prato

La retrocessione dalla B2 della stagione scorsa è ancora un fresco ricordo che l’inizio zoppicante in Serie C non ha certo aiutato a cancellare.

Tre vittorie e due sconfitte sono un bilancio troppo magro per la squadra di Pietro D’Onofrio che, aldilà di tutto, ha le qualità per far meglio. Ed allora cosa è mancato al Prato in questo primo mese e mezzo di campionato? Lo abbiamo chiesto al suo allenatore Pietro D’Onofrio che, dal canto suo, ha le idee molto chiare su quali sono i difetti della sua squadra.
Allora mister, facciamo un bilancio di queste prime cinque gare.
“Negativo, assolutamente negativo. Tre vittorie e due sconfitte non possono lasciarci soddisfatti ma quello che non mi è piaciuto è soprattutto la mancanza di grinta della squadra. Forse siamo partiti troppo convinti di essere forti, superiori alla categoria e lo abbiamo pagato”.
Rosignano è stato il punto più basso toccato dalla squadra ma, in fondo, è una sconfitta che ha attenuanti in assenze importanti?
“In effetti, la sconfitta della seconda giornata con Camaiore ci poteva anche stare. Quella di Rosignano è invece stata una battuta d’arresto inaccettabile. Non tanto per la sconfitta in se stessa ma per come è maturata. Quella gara ha messo a nudo tutte le nostre debolezze. Proprio le assenze di Carovani e Martinengo dovevano stimolarci tutti a dare qualcosa in più ed invece siamo stati fallosi e poco lucidi denunciando carenze preoccupanti”.
Nella stagione scorsa la tua Ruini raggiunse i play off e quindi il Girone A lo conosci benissimo. Di solito si dice che il Girone del mare è più insidioso. E’ vero?
“In effetti il Girone B ha qualcosa in più. Ci sono tre squadre di ottimo livello come Pisa, Camaiore e Migliarino e tante altre compagini contro cui, comunque, se non giochi al meglio puoi perdere. Questo non giustifica, però, la nostra partenza poco convincente”.
Hai parlato di mancanza di grinta. Come si allena la grinta?
“Male. La grinta è nel DNA di una squadra ed io nella mia ancora non l’ho vista. Ripeto, siamo partiti sentendoci favoriti di diritto, forse alcuni ragazzi nella loro testa si erano immaginati un torneo diverso. Che non abbiamo il giusto atteggiamento non lo abbiamo visto solo nelle sconfitte ma anche nelle vittorie. Se penso al successo con Pistoia, ad esempio, mi vengono in mente una serie infinita ed ingiustificabile di errori”.
Dalla ripresa del torneo, l’8 gennaio contro San Miniato, cosa chiederai ai tuoi giocatori?
“Cambiare radicalmente atteggiamento per vincere. Queste prime cinque gare spero siano state utili per capire la categoria. Sono convinto che se disputassimo la B2 avremmo offerto buone prestazioni. Quello che ci manca è di capire ed adattarci a questo campionato. In B2 è importante fare il punto, anche rischiare l’errore per conquistarlo. In Serie C, al contrario, è spesso fondamentale sbagliare poco e, non forzare e lasciar sbagliare l’avversario. Dobbiamo capire questo e dobbiamo lasciare da parte un certo senso di superiorità rispetto alla categoria. Solo su queste basi possiamo ripartire per raggiungere i nostri obbiettivi”.
 
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