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#14794 Mondiali 2010 > Irriconoscibile, l’Italia si arrende al Brasile Stampa
sabato 09 ottobre 2010

Foto PasqualiGiulia Sampognaro

Italia – Brasile 1-3
(15-25, 22-25, 25-23, 17-25)

Italia: Mastrangelo 12, Marra (L), Parodi, Vermiglio (K) 1, Lasko 2, Savani 9, Travica 1, Fei 20, Birarelli 6, Sala 1, Cernic 9, Zaytsev. All: Andrea Anastasi
Brasile: Bruno 2, Sidao, Vissotto 7, Giba (K), Murilo 10, Theo 3, Bravo, Rodrigao 4, Lucas 7, Marlon 1, Dante 16, Mario (L). All: Bernardo Rezende
Arbitri: Ning Wang, Osamu Sakaide
Spettatori: 12.178



I sogni di gloria dell’Italia si infrangono di fronte alla corazzata verde-oro. In una partita dove ha fatto solo da comparsa, la Nazionale azzurra dimentica tutto il suo cammino mondiale, dimentica il bel gioco, dimentica chi è. In un Palalottomatica gremito come non mai, di fronte ad un caldissimo pubblico romano, l’unica formazione che ha davvero giocato a pallavolo è il Brasile. Ma in realtà ha semplicemente lasciato sbagliare l’Italia, senza fare cose stratosferiche; quindi più che di vittoria del Brasile sarebbe più giusto parlare di una sconfitta dell’Italia, che perde una finale alla sua portata. Ma veniamo alla cronaca. Parte senza esitazioni il Brasile, con Murilo che picchia forte al servizio, portandosi subito sul 3-0. Un po’ di ansia da prestazione invece nella metà campo azzurra, con la ricezione altalenante, muro acerbo ed errori in battuta. Avanti 8-5 al primo tempo tecnico, il Brasile imposta un gioco veloce e pungente mentre quello italiano è ancora poco fluido. Sul 14-9 per gli avversari, dopo due errori gratuiti, prima di Fei poi di Mastrangelo, Anastasi richiama i suoi invitandoli alla concentrazione e ad una maggiore concretezza. I brasiliani riescono agevolmente a mantenere e ad incrementare il distacco (21-12), aiutati dai continui errori e disattenzioni dei ‘nostri’. Sul 21-12 per i carioca, Anastasi corre ai ripari inserendo prima Birarelli su Sala e poi Cernic su Parodi. Nulle da fare però per l’Italia che chiude mestamente il primo parziale in difetto di ben dieci punti (25-15).
Nel secondo set subito in campo Cernic e Birarelli, ma per l’Italia continua la fase negativa. Sotto di 3 (2-5) Anastasi è costretto a chiedere un time out discrezionale, ma al rientro in campo la tanto attesa svolta tarda ad arrivare. L’Italia, ormai l’abbiamo capito, è un diesel e finalmente dopo il primo t.o.t., con Cernic al servizio, trova un break di 3-0 che la porta in parità, 8-8. Con Savani arriva poi il primo vantaggio del match (10-9), che entusiasma il calorosissimo pubblico romano e fa da slancio ad un’Italia che finalmente esce dal torpore. Inevitabilmente a metà set, con il ritrovato vantaggio del Brasile (17-16), e complici alcune discutibili scelte arbitrali, si accende il clima sotto rete, il che va ad incrementare ulteriormente la tensione tra le due panchine. Il Brasile continua nel suo gioco incisivo, senza errori mentre l’Italia, scarsamente reattiva, poco efficace e molto fallosa, va lentamente rispegnendosi; Fei non mette a terra un pallone, il muro è totalmente assente (ingiustificato) e Marra non riesce a gestire il reparto di seconda linea. E’ poi un banalissimo e imperdonabile errore sotto rete che regala il 25esimo punto ai verde-oro e quindi anche il secondo parziale.
E’ una Nazionale pessimista e col capo chino quella che rientra in campo per affrontare la terza frazione di gioco, l’ultima opportunità per gli azzurri di dimostrare che non sono arrivati per caso a giocarsi una semifinale mondiale. Sprazzi di Italia sembrano intravedersi nelle battute iniziali del set (8-5) ma la squadra continua a non dare sicurezza, a dimostrare incostanza e a sprecare tanto. Anche il Brasile però inizia a sbagliare e ci serve il vantaggio su un piatto d’argento (17-13). Savani, sicuramente il migliore dei suoi, aiuta gli azzurri a mantenere la superiorità, non senza qualche sofferenza; il Brasile si avvicina in modo preoccupante (23-22) ma alla fine ci pensa Mastro, con un pallonetto, a chiudere il set sul 25-23. Il Palalottomatica scoppia, l’Italia finalmente esce dall’apnea e torna a respirare.
Tutto faceva sperare in un definitivo cambio di rotta per i ‘nostri’ e invece no: Fei sbaglia attacchi su attacchi e aiuta non poco gli avversari a costruire il vantaggio. Sul 6-2 per il Brasile, dopo l’ennesimo errore, finalmente Anastasi si decide a sostituirlo con Lasko; l’Italia recupera un po’ (8-6) ma poi riprende a sbagliare. Tutto funziona nella metà campo del Brasile, che trova anche la freddezza per non rispondere alle provocazioni sotto rete di Vermiglio, alla ricerca di qualsiasi pretesto per far innervosire gli avversari. Avanti di sei lunghezze alla seconda sospensione tecnica, ai brasiliani non resta che gestire il vantaggio, che anzi, si va ulteriormente ad incrementare (20-11). Su 21-13 Anastasi tenta anche la carta Travica, per dare nuovo volto alla regia ma ormai anche il pubblico, più silenzioso e meno entusiasta, si è accorto che per l’Italia il destino del match è ormai segnato. Un errore al servizio di Mastrangelo regala agli avversari la palla del match, chiusa alla terza occasione da Lucas con un attacco al centro che il muro azzurro non contiene. 25-17, 3-1 per il Brasile e le speranze azzurre finiscono qui.
 
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