lunedì 25 marzo 2019
 

Un mondo di Volley

Radio 101.5

Volleymania

Numeri
Prisma srl
.
 
Sportlinx360
#14793 Mondiali 2010 – Cuba in finale, Serbia scivola all’ultimo metro Stampa
sabato 09 ottobre 2010

Foto PasqualiMarco Benedetti

Serbia – Cuba 2-3 (25-22/17-25/29-31/25-22/14-16)
Sebia: Kovacevic,21 Janic 6, Petkovic, Terzic, Stankovic 10, Grbic 5, Nikic, Rasic,Miljkovic 30, starovic, Podrascanin 7, Rosic (L). All.: Kolakovic.
Cuba: Leon 23, Leal 21, Gutierrez (L), Camejo 11, Cepeda, Ortiz, Bell, Simon 17, Hierrezuelo 4, Mesa, Diaz, Hernandez 13. All.: Orlando Blackwood
Arbitri: Hobor (HUN) – Al Naama (QAT).

Prima la Serbia, poi Cuba, ecco il biglietto da visita della prima semifinale mondiale al primo time out tecnico; il preludio di un equilibrio che accompagnerà le due formazioni lungo tutto il primo parziale. Avvinghiate in una abbraccio strettissimo, i due registi cercano soluzioni il più possibili imprevedibili che esaltano la vena offensiva dei due sfidanti, poco spazio per muro e difesa. E quando il muro appare ecco il break, è per la Serbia, il punto è il numero 20. Mettiamoci anche la grande saggezza ed esperienza di Nikola Grbic ed il minimo vantaggio si trasforma in oro, Miljkovic mette la personale firma sul primo parziale. Tutto sul filo del rasoio, anche il secondo parziale; Cuba, come in precedenza, riesce a mettere le mani sul primo traguardo intermedio, ma questa è un’altra storia. I ragazzi di Orlando Samuel in questo capitolo non devono gestire il minimo vantaggio; guidati come al solito da un onnipresente Simon, il vantaggio raggiunge quota più cinque a metà set. In casa serba Kovacevic e Miljkovic non riescono a garantire le quote a loro abituali, trovando spesso la strada sbarrata sin dal muro caraibico, la battuta manca di continuità e precisione. Per Cuba il parziale si trasforma in una passeggiata di salute, il vantaggio presto conquistato non è mai messo in discussione dalla Serbia, è il solito Simon a chiudere i giochi a muro. Torna l’equilibrio in campo, Grbic e compagni non possono permettersi passaggi a vuoto e sfruttano la ritrovata vena di Miljkovic che dai nove metri sconquassa la ricezione caraibica, la battuta di Ivan il terribile regala ancora il beneaugurate più due in vista del rush finale. Leon è compagni sono sempre in partita però, tra un appannamento e l’altro il fiato è sempre sul collo dei serbi; è una volata serrata, fatta di troppi errori in battuta, ma anche dall’assenza di alcun timore e di colpi pesanti che portano le due formazioni ai vantaggi, lunghissimi ed incerti, con il solito Simon a fare la differenza. Lo schiaffo rinvigorisce la Serbia, immediata la spinta nel quarto, che sorprende Cuba e che la porta ad un più quattro; Leon e compagni metabolizzano la “sorpresa” e ben presto si rifanno sotto: torna, quindi, il canovaccio del punto a punto, con un leggero predominio serbo. E’ pareggio, sono gli errori cubani in battuta ad abortire ogni tentativo di aggancio, ci pensa Grbic a rinviare tutto al tie break. Un set che non ha un padrone indiscusso, pillole di muro cubano ma anche la misura esce dai binari, costringendo a tirar fuori esperienza e coraggio. Spettacolo, quindi nel catino che ribolle di adrenalina, la storia vuole che sia il più giovane a regalare la grande emozione: è il muro di Leon che segna definitivamente l’incontro.

 
< Prec.   Pros. >
.

Ultime notizie

Iscrizione Tribunale di Roma Sezione Stampa e Informazione n. 687/2002

© 2019 Volley Mania Web
Joomla! un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.