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#14720 Mondiali 2010 – Tenera è la Francia, gli Usa affondano “les Bleus” Stampa
lunedì 04 ottobre 2010

Marco Benedetti

Francia – Stati Uniti 0-3 (16-25/14-25/23-25)
Francia: Hardy 9, Vadeleux 1, Toniutti 1, Antiga,9 Ngapeth 5, Samica, Rowlandson, Marechal 8, Pujol 1, Le Roux, Kieffer 4, Exiga (L). All.: Blain
USA: Rooney 11, Lee 11, Lamboerne (L), Lotman, Winder, Priddy 10, Salmon, Stanley 14, Hansen 3, Holmes, Clark, Holt 4. All.: Knipe
Arbitri: Cholakian (Arg) – Bjelic (SRB)

Troppo forti questi Stati Uniti per una Francia che si dimostra sin troppo tenera nei confronti di una formazione che cresce giorno dopo giorno. Le assenze pesano per i transalpini, i cambi non riescono a regalare continuità ed efficienza, per gli Usa una ulteriore iniezione di entusiasmo.
La Francia paga sin dalle prime battute l’assenza della sua bocca da fuoco per eccellenza, Rouzier si deve mestamente accomodare in tribuna al fianco della sua biondissima compagna; gli Stati Uniti non possono, ma soprattutto non vogliono, intenerirsi di fronte a tale perdita e spingono forte sull’acceleratore sin dal primo pallone conquistando un margine di sicurezza importante. Vadeleux non è certamente ai livellei di Rouzier e la Francia ne risente pesantemente, sin troppo semplice per la formazione a stelle e strisce chiudere il parziale sull’errore di Marechal. Blain butta nella mischia Ngapeth al posto dello stesso Marechal, ma l’andamento non cambia; gli Stati Uniti dimostrano di aver acquisito maggior calore, rispetto alle algide apparizione della prima fase, il muro appare insuperabile e Stanley regala il solito apporto di punti e personalità. Per la Francia un’altra sofferenza che dura un battito d’ali. Terzo parziale e novo tentativo di assemblaggio dei bleus, con Ngapeth in posto due e Marechal che torna a banda; il fuoco di paglia transalpino dura giusto il tempo di un time out tecnico, poi…..il buio. Una oscurità che ha i contorni di stelle e strisce, di dodici mani protese a contrastare qualsiasi tentativo di attacco, i riflessi “cattivi” del solito Stanley, della precisione chirurgica di capitan Priddy. Ogni tentativo e risveglio francese viene puntualmente frustrato da Hansen e compagni, lo sforzo finale solo una bella passerella, chiusa irrimediabilmente da Rooney.

 
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